02 set 2011

Alice Madness Returns (Ps3 / X360 / Pc)


Il primo American McGee's Alice stravolgeva il romanzo originale di Lewis Carrol, trasformandolo da folle satira sociale in un'inquietante viaggio nella mente malata di un'orfana con pesanti sensi di colpa per la morte dei suoi cari. Al contrario, questo sequel sviluppa la storia in direzione totalmente diversa. Tra simbologie esoteriche e trovate visionarie, il "ritorno alla follia" della giovane protagonista è stavolta dettato dall'incertezza del suo futuro, oltre che del suo passato: mentre Alice in cerca della verità compie il percorso che la porta dal suo orfanotrofio alle squallide e pericolose strade di una decadente Londra ottocentesca, le sue certezze ed il suo equilibrio mentale vacillano tra derelitti senza futuro, mentre i suoi sogni nel paese delle meraviglie si popolano di incubi fatti di rivoluzioni industriali e imperi caduti. Tra diaolghi deliranti e allegoriche bambole rotte, Alice avanza verso la verità sull'evento che le ha cambiato la vita e verso il suo destino incerto..





Pro:
-Eccellente design visivo, ambientazioni suggestive
-Trama ricca di simbologie e metafore
-Immediato e semplice da giocare

Contro:
-Gameplay platform/picchiaduro un pò datato
-Il level design a volte fa troppo 1997
-Qualche bug relativo alle collisioni


Versione migliore: Su Pc abbiamo ovviamente un dettaglio grafico maggiore ed un miglior aggiornamento video (a patto di sbloccare i 60FPS modificando il file Engine.ini), ma al prezzo di un sistema di controllo mouse/tastiera nettamente inferiore a quello delle controparti console. Se avete un pad 360 da collegare  riuscirete a giocare bene, altrimenti l'impossibilità di rimappare i controlli potrebbe rovinare il gioco.

Punto di vista: Se giocate su Pc senza un buon pad o se non vi piacciono i giochi di concezione vecchia togliete 1 punto. Se invece pensate che il visual design e la trama siano fondamentali in un'esperienza di gioco, aggiungetene uno. 

Prezzo ideale: 20-30 Euro


Voto: 8/10




In Depth: La follia vista dai media.
Ormai sono innumerevoli i romanzi, film e videogiochi che trattano - in maniera più o meno maldestra - il tema delle malattie mentali. Generalmente è un cliché utilizzato come espediente narrativo d'effetto in storie horror o del mistero, e molto raramente ci si addentra nel dramma di una persona con problemi di questo tipo. Nella realtà infatti è spesso difficile tracciare di volta in volta l'origine del male e fare una diagnosi precisa, men che meno trovare una cura efficace, che spesso nemmeno esiste. Per esperienza personale, e in base a ciò che ha vissuto un'altra persona di mia conoscenza, posso dire che non sono rari i casi in cui la scienza medica sbaglia clamorosamente in questi ambiti: da diagnosi scorrette che falliscono nell'individuare la vera origine del problema, e che portano quindi a terapie errate (ad esempio una persona sana di mente ma con problemi fisici seri che ne alterano il comportamento può essere messa sotto psicofarmaci), o ancora peggio l'eventuale reclusione periodica in un nosocomio accompagnata da terapie (inefficaci) più vicine alla tortura che non a cure mediche.
Recentemente lo stesso Sucker Punch di Zach Synder ha affrontato il tema con una leggerezza esagerata, toccando sì l'argomento dei nosocomi e degli abusi sui pazienti ma in maniera estremamente funzionale ad un film terribilmente vuoto e superficiale, spettacolarizzato e stereotipato all'inverosimile.
Al contrario, Alice Madness Returns affronta questa tematica in maniera estremamente più raffinata, efficace e "giusta", pur trattandosi di un semplice videogioco. L'estetica visionaria, incredibilmente evolutasi rispetto al primo gioco, ci accompagna in una storia fortemente allegorica all'interno di una mente devastata da eventi traumatici, che cerca spasmodicamente di rimettere insieme i frammenti di uno specchio rotto. Ricco di dialoghi deliranti e di complessi riferimenti da decifrare, Alice MR tocca due punti fondamentali in questo tipo di tematiche: la perdita di lucidità indotta da eventi esterni non dipendenti dal soggetto (la rimozione dei quali potrebbe anche portare ad una guarigione, cari neurosaccenti) e l'inadeguatezza dei nosocomi e delle "cure mediche" pertetrate in tali sedi, dai farmaci alle terapie fisiche, passando per le semplici modalità di "detenzione".
Certo le cose sono cambiate rispetto alla fine dell'800, ma molti errori della medicina continuano ad essere perpetrati anche oggi. Alice questo lo sa bene, e non manca di stigmatizzare tali approcci suggerendo persino che a volte una "non-cura" può far meglio di una convenzionale terapia (errata) perpetrata da idioti plurilaureati.






Nessun commento:

Posta un commento